2014 19/02

5 Consigli su Come Fare Foto Panoramiche con lo Smartphone

Consigli su come fare foto panoramiche con lo smartphoneHai presente quelle foto spettacolari di panorami? Sembrano tanto semplici da fare ma poi appena ci proviamo otteniamo foto che nascondiamo, e neghiamo di mai aver fatto. E’ vero che con un po’ d’esperienza possiamo migliorare, e anche molto. Ma le foto panoramiche, e in particolar modo quelle ottenute dall’unione di più scatti diversi, sono difficili. Sono difficili perché ogni singolo scatto concorre al risultato finale, perché una solo foto disallineata, o fatta male, rovinerà l’effetto complessivo. E sono difficili perché poi dobbiamo unire ogni scatto senza lasciare sbavature, o aloni. Eppure, per quanto difficili, non è impossibile ottenere una bella foto panoramica. Anzi, possiamo riuscirci anche con uno smartphone, a patto di mettere in atto alcuni accorgimenti.

Luci e ombre

Foto panoramica con luci e ombre particolari

Più che veri e propri trucchi sono dei consigli, o delle buone abitudini da tenere in mente quando decidiamo di immortalare un panorama. Il primo è proprio basilare, controlla le luci. O, meglio, assicurati di avere il controllo delle luce. Quindi se vuoi fare una foto panoramica scegli giornate serene, senza nuvole e senza vento. Punta su un’ora del giorno che non sia troppo variabile: evita tramonti e albe, le condizioni di luce mutano troppo rapidamente e otterresti solo una foto a mosaico. Che non è una cattiva idea, se vuoi sperimentare. Ma non è questo il caso , né il contesto in cui parlarne.

Le ombre sono importanti. Se sono sbagliate, se sono doppie, se sono in direzioni contrastanti la foto verrà rovinata. Magari non ci fai caso, magari nessuno lo nota a livello conscio. Ma a livello inconscio è un problema, la nostra percezione è costruita completamente sulla rilevazione dei contrasti, e dei contrasti “contrastanti” mandano un segnale contraddittorio. E, (che ci vuoi fare? siamo fatti così), i segnali contraddittori li cataloghiamo automaticamente tra le cose pericolose, e di conseguenza in quelle brutte e da evitare. Sì, lo so, anche questo ci ha salvato dall’estinzione, come specie, e adesso è solo un rimasuglio inutile. Però è così, e vale anche per le foto panoramiche. E si applica non solo alle ombre ma anche alle righe.

Linee rette, posizione e stabilità

Foto panoramica con orizzonte non allineato

Perché le ombre contraddittorie sono un problema, non c’è dubbio. Ma lo sono anche le righe, sopratutto quelle dritte. No, non fraintendermi, elementi rigidi nel paesaggio sono molto utili, a volte indispensabili. Prendi una strada, o un palazzo: sono delle rette, grosso modo dei rettangoli. Li possiamo usare, anzi, li dobbiamo usare come punto di riferimento per poi unire i vari scatti in un’unica foto. Le strade ci danno la possibilità di collegare le foto orizzontalmente, i palazzi di farlo verticalmente. E sono ottime cose per i programmi e le applicazioni in grado di fare l’unione di foto diverse in maniera automatica.

C’è un altro vantaggio, nelle linee rette: possiamo usarle noi stessi per muoverci. Hai presente quando scatti una foto panoramica? Ecco, come ben sai non puoi farlo stando immobile, ti devi muovere. Di poco, ma comunque qualche passo verso destra o verso sinistra lo devi fare. Per questo è comodo avere un punto di riferimento, per non muoversi diagonalmente. Che pare banale e facile ma, maledetta evoluzione, non lo è nemmeno così tanto. Come è difficile camminare in linea retta, e tendiamo a curvare leggermente verso un lato così è lo stesso quando ci spostiamo lateralmente.

Ma se le linee sono così utili allora perché le ho definite un problema? Perché se non le usiamo correttamente otteniamo delle foto con le linee stesse spezzettate, o piegate in maniera innaturale. Il discorso è lo stesso fatto per le ombre, ma con un’aggravante: il sole non lo si può controllare, la nostra posizione rispetto alla strada e il nostro movimento sì.

A proposito di posizione, mi pare banale ma meglio ripeterlo. Cosa? Beh, se ci mettiamo in una brutta posizione, e il panorama davanti a noi allora siamo davvero dei soggetti. E’ ovvio, davvero, ma non così scontato, la base per fare una bella foto panoramica è un bel panorama. Senza di esso non c’è applicazione di foto produzione che tenga.

Applicazioni per fare foto panoramiche

Foto panoramica di esempio

Che poi ogni sistema operativo per smartphone ha almeno un paio di buone applicazioni per fare foto panoramiche. E conviene, se usiamo il nostro cellulare, usarle. Perché? Perché hanno tutte almeno la possibilità di unire automaticamente i vari scatti, risparmiando a noi la fatica della post produzione. E non solo: hanno tutte un sistema di guida. O, meglio, aiutano a scattare nel posto giusto al momento giusto grazie a degli indicatori, a dei marcatori o anche con l’ausilio di semplici ma efficaci righe.

Per risparmiarti la fatica della ricerca nei vari negozi online ti metto direttamente il link a tre applicazioni, una per ogni sistema operativo per smartphone.

Ma nessuna applicazione, per quanto ben fatta, può riuscire a eliminare il movimento.

Il movimento è il mio nemico!

Foto panoramica con un brutto effetto di movimento

Hai presente quel filosofo, quello del “tutto scorre”? Aveva ragione, purtroppo: la realtà è eterno mutamento, e movimento instancabile. Folle, auto, uccelli, torrenti e persino lo stormir di fronde lavorano contro di noi, quando vogliamo fare una bella foto panoramica. Non ci si può fare nulla, davvero. E questo sarà sempre un problema quando uniremo i vari scatti in un’unica immagine. Un pedone doppio, alberi sfumati, auto futuristiche. Sono tutti inevitabili.

Possiamo però limitare i danni, per quanto possibile. Come? Scegliendo elementi distanti, in modo da ridurre l’effetto movimento nelle foto. Oppure trovando soggetti in grado di stare immobili, per le nostre foto. La prima soluzione è la più semplice, e anche quella più in sintonia con il senso di questo articolo. In fin dei conti stiamo parlando di fotografie panoramiche, e i panorami possono considerarsi con buona approssimazione statici grazie alla loro distanza da noi.

Se invece dobbiamo per forza fotografare oggetti vicini allora conviene abbondare con le fotografie. Perché? Perché così quando andremo a lavorarci sopra per unirle possiamo selezionare solo quelle in cui non ci sono elementi ripetuti, o comunque con un effetto mosso meno evidente.

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