Fotografare in RAW o JPEG? Guida alla Migliore Scelta (2/3)

di Samuele

Fotografare in RAW o JPEG?Dopo l’introduzione generale di qualche giorno fa è il momento di entrare più in profondità nell’argomento. Anche perché, sfortunatamente non basta avere un’infarinatura generale delle differenze tra RAW e JPEG per fare la scelta migliore, anzi. Oggi vedremo un aspetto in particolare: la condizione d’utilizzo ideale per ciascuno di questi formati. Mettiamola così, stiamo per scoprire qual’è il miglior momento per utilizzare file RAW e quale la migliore occasione per fotografare in JPEG.

Differenze tra RAW e JPEG

Foto di esempio che mostra la differenza tra il formato RAW e il JPEG

Ma prima di entrare nello specifico ripassiamo velocemente le differenze fondamentali tra JPEG e RAW.

Le foto in formato JPEG

I file JPEG vengono elaborati direttamente all’interno della fotocamera. Ma in che modo? Be’, questo cambia da produttore a produttore, e addirittura da modello a modello all’interno della stessa serie. Alcune cose possono venire impostate manualmente, ad esempio i toni del colore e la durata dell’esposizione. Altre, invece, vengono modificate e ritoccate automaticamente dalla fotocamera stessa (il contrasto, la profondità del nero, la messa a fuoco, e i famosi “occhi rossi”). Tutto questo produce un file JPG, un’immagine pronta e finita da vedere immediatamente e da stampare senza nessun genere di problema. Se volete un paragone con la fotografia analogica pensate alla Polaroid: voi scattate e poi non fate (quasi) più nulla.

Mi raccomando, ricordate questo particolare: l’immagine viene compressa. Questo causa una “perdita” di gran parte delle informazioni iniziali, e una riduzione del livello di dettaglio raggiungibile. Non illudetevi, le informazioni perdute non le recupereremo mai più. Ma risparmieremo molta memoria e potremo scambiare e condividere facilmente i nostri scatti.

Esempio – L’immagine è come appare senza nessun lavoro di postproduzione o di fotoritocco. Ci sono una buona quantità di particolari, il nero è abbastanza profondo, il contrasto decente e una luminosità discreta. Certamente potremmo ammorbire le luci, e sistemare la pelle con PhotoShop ma la foto di per sé è utilizzabile anche così.

Esempio di foto in JPEG

Le foto in formato RAW

A differenza dei JPEG i file RAW sono immagini non compresse, salvate con tutti i dettagli senza nessuna perdita d’informazione. E senza nessun lavoro di risistematura automatica. Questo provoca due conseguenze diverse. La prima, facilmente intuibile, l’immagine ottenuta dovrà essere visualizzata con un programma apposito, non è facilmente condivisibile o stampabile. La seconda, forse più importante per il neofita, la foto apparirà meno bella, e lo scatto sarà più simile alla realtà che a una sua rappresentazione idealizzata.

Esempio – L’immagine qui sotto è la versione RAW dello scatto del primo esempio. Come noterete l’immagine è piatta, manca di contrasto, i neri non sono così profondi, ed è anche molto più scura. Questo è il mondo come lo vede una macchina fotografica, e per renderlo un po’ più presentarlo dovremo darci da fare.

Esempio di una foto in formato RAW

RAW vs JPEG

Immagine di confronto tra RAW e JPEG

Ognuno dei due formati ha un vantaggio e uno svantaggio. Il JPG è facile e leggero ma perde nel dettaglio. I RAW al contrario registrano ogni particolare ma sono più difficili da maneggiare. Stabilire quale tra i due è il migliore, in termini assoluti è impossibile. Possiamo però vedere qual’è la soluzione più adatta nelle varie occasioni che si possono verificare.

1) Giornalisti (RAW) – Se site fotografi di eventi, o volete diventarlo, avrete ben chiara una cosa: durante una manifestazione, una sommossa di piazza, un evento sportivo, un raduno mondiale (avete capito, no?) è impossibile fare scatti su soggetti in posa. O, meglio, dovremo fare fotografie in condizioni ambientali diversissime e in rapido mutamento. La luce, lo sfondo, il tema, e tutto il resto sarà una girandola impossibile da bloccare. Il formato RAW è l’unica soluzione possibile: ci permette di scattare rapidamente senza perdere informazioni. O, in altre parole, potremmo rielaborare le foto con tutta tranquillità ottenendo in maniera artificiosa quello che ci è impossibile avere nel vivo dell’azione.

2) Paesaggi (RAW) – Quindi, situazione caotica uguale RAW, giusto? Sì, ma non solo. Anche il suo opposto richiede, o potrebbe richiedere un alto grado di dettaglio. Penso ai fotografi di paesaggi, ai fotografi d’arte. Il formato JPEG comprime troppo l’informazione e ci impedisce di salvare la quantità di dettagli fondamentali per rendere effettivamente “artistica” una fotografia. Oltre al vantaggio, non trascurabile, delle ombre e dei toni: sistemarli su RAW è molto più rapido che farlo su JPEG. E i risultati sono migliori.

3) Istantanea (JPEG o RAW + JPEG) – Se vi servono delle immagini immediatamente, o comunque in giornata. Se si vogliono delle prove in tempo reale, se abbiamo fretta per qualche motivo allora siamo obbligati a scegliere i JPEG. In questo modo subito dopo lo scatto potremmo spedire, o stampare le immagini senza dover fare niente al computer. E con niente intendo proprio niente: le fotocamere d’oggi possono stampare o inviare direttamente per mail i file JPG.

4) Blogger (JPEG) – Diciamoci la verità: sullo schermo di un PC, su un blog, su un sito di ricette o cose del genere non occorre avere una grande qualità. Alla fine, quando navighiamo, perdiamo molti dettagli e preferiamo essere veloci. Così un blogger, generalmente, non ha la necessità di caricare foto particolarmente pesanti o ricche di dettagli (ovviamente ci sono i casi particolari, ma di questo possiamo parlare un’altra volta) utili solo a rallentare l’apertura di una pagina. Avrete capito che la soluzione ideale per il web è il JPG. E se non mi credete fate caso a tutti i siti su cui navigate abitualmente.

5) Spazio limitato (JPEG) – Magari non sarà il problema principale, una memoria SD costa veramente poco e costerà sempre meno. Ma può capitare di finire lo spazio a disposizione, o di temere di riempire tutta la memoria prima della fine delle vacanze. In questo caso i JPEG sono comodi, la compressione ne riduce le dimensioni. Poi va da sé che se siete fotografi professionisti e vi ritrovate senza spazio forse è il caso di provvedere più che ricorrere a questo sotterfugio.

6) L’uso personale – Qui siamo proprio nel mondo di ognuno. Ognuno di noi conosce le proprie abitudini e le proprie necessità. E si deve regolare di conseguenza. Giusto per fare un esempio banale, durante i miei picnic al parco di Monza scatto senza problemi in JPG, tanto non devono mica uscire opere d’arte. Al contrario durante il Gran Premio sfrutto i RAW fino in fondo. Più per vanagloria che per altro, ma volete mettere una Ferrari sfrecciante in una foto?

7) Scatti a raffica (JPEG) – C’è ancora un punto però. Il salvataggio delle immagini RAW nella memoria della macchina fotografica è leggermente più lento rispetto al tempo che ci impiega un file JPEG. Di solito non è una cosa importante, e nemmeno così significativa. Ma se siamo costretti a scattare una raffica di foto in sequenza questo potrebbe generare alcuni problemi. Del tipo che alcuni scatti non verrebbero salvati, o addirittura la macchina si potrebbe bloccare. Dipende molto dallo strumento che stiamo utilizzando ma vi consiglio di fare delle prove ed, eventualmente, di utilizzare il formato JPG in queste situazioni.

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