Guida all’Apertura del Diaframma nelle Fotocamere

di Samuele

Guida all'apertura del diaframma nella fotografiaFinora ci siamo concentrati molto sui tempi d’esposizione esplorandone a fondo le possibilità. Abbiamo visto come sia possibile immortalare anche i movimenti più veloce, rendere meraviglioso un mare e sfruttare l’effetto motion blur. Ma sapere utilizzare i tempi d’esposizione è solo una delle cose da sapere. Non possiamo infatti dimenticare gli altri fattori in gioco, ad esempio l’apertura del diaframma e la grandezza dell’obbiettivo.

 

Che cosa è l’apertura del diaframma

Immagine sull'apertura del diaframma

Partiamo proprio dal principio, cosa si intende per Apertura del diaframma o dell’obiettivo? La spiegazione più semplice è anche quella più banale, è la dimensione dell’apertura attraverso la quale la luce può entrare nell’obbiettivo. La dimensione di questa apertura è controllata da una serie di lame metalliche sovrapposte in rado di muoversi. Questo insieme di lame orientabili è in grado di controllare la quantità di luce che colpisce il sensore. Questo meccanismo nel suo insieme si chiama “diaframma“.

Ci sono due modi per controllare la dimensione di questa apertura. Uno, quello tradizionale, è squisitamente meccanico: un anello attorno all’obiettivo permette di impostare manualmente la dimensione del diaframma. Ma attualmente molte fotocamere permettono di farlo anche attraverso il software della fotocamera permettendo una maggiore precisione e rapidità.

La misura del diaframma: F-Stop

Immagine che mostra la differenza i due obiettivi con apertura del diaframma diverso

L’unità di misura utilizzato per indicare l’apertura dell’obiettivo e del diaframma non è proprio immediata. Questo perché si utilizza un numero chiamato f, o f-stop. Cosa indica questo numero? Indica il rapporto tra la lunghezza focale e il diametro d’apertura effettivo.

Facciamo un esempio. Se prendiamo un obiettivo da 200 mm e apriamo il diaframma a 50 mm otterremo un f-stop di 200 diviso 4. Cioè un f-stop di 4 o, più sinteticamente, un f/4. Per ottenere lo stesso rapporto con un obbiettivo da 100 mm avremo bisogno di un’apertura del diaframma a 25 mm.

C’è una differenza fondamentale con le altre unità di misura che abbiamo incontrato finora. La velocità dell’otturatore e i tempi d’esposizione sono valori assoluti, uguali per ogni fotocamera. Così non è per f-stop, il suo valore è sempre relativo alla lunghezza e al diametro di lente e obiettivo.

Un’altra cosa importante da ricordare è che i valori di f-stop indicano il contrario di quello cui siamo abituati. In pratica più grande è il numero più piccolo è il diametro. La foto in alto di Slrlounge è abbastanza esplicativa di quello che intendo.

Immagine dei valori dell'apertura del diaframma

Possiamo controllare l’apertura del diaframma per stabilire quanta luce fare entrare nell’obiettivo. Le fotocamere più semplici permettono delle aperture standard riportate nel diagramma sopra.

Ma a volte è necessario essere più precisi. Per questo alcune macchine permettono anche frazioni di f-stop. E’ anche vero, però, che all’inizio non useremo praticamente mai queste impostazioni avanzate. Per ora prendetela come una curiosità.

Immagine dei valori frazionati dell'apertura del diaframma

Per il momento è tutto. In un prossimo articolo parleremo anche del rapporto tra velocità di scatto e apertura del diaframma. E, sopratutto, di come utilizzare di diversi valori di f per scattare delle foto meravigliose.

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