Guida di Base alla Fotografia con Fotocamere Reflex Digitali (DSLR) [2/2]

di Samuele

Guida alla fotografia con fotocamere DSLRNella prima parte di questo articolo abbiamo affrontato due concetti fondamentali. Innanzi tutto il connubio tra pratica e teoria nel mondo della fotografia, e in secondo luogo i pregi (e i difetti) della modalità automatica. Sulla prima parte potremmo dire ancora molto ma penso sia un argomento alla lunga alquanto noioso. Il secondo aspetto, invece, merita un ulteriore approfondimento. Perché? Bé, anche la modalità automatica può essere controllata e indirizzata. In parte l’ho già accennato, in genere esistono 7 “scene” preimpostate da utilizzare. Il difficile, però, è capire quando usare una oppure un’altra. Vediamole un po’ più da vicino.

Le sette sorelle

Immagine generica che apre il paragrafo delle sette scene

Anche senza scomodare le Pleiadi e la tradizione greca, in quasi tutte le macchine fotografiche possiamo trovare queste 7 impostazioni predefinite. Attenzione, però, non sono i famosi “filtri” o “effetti speciali” che vanno di moda oggi, siamo ben lontani da Instagram e simili. In realtà si tratta di un metodo per forzare l’Auto Mode a privilegiare una soluzione rispetto a un’altra. Ad esempio potremmo voler mettere a fuoco un particolare molto vicino piuttosto che uno lontano: se lasciamo la decisione al software rischiamo di ottenere un risultato che non ci soddisfa. Si tratta, in definitiva, di scegliere l’opzione giusta.

Ma quali sono queste così dette “Scene”? Queste:

  • Portrait
  • Macro
  • Landscape
  • Beach/Snow
  • Sunset
  • Sports
  • Night Portrait

Ma andiamo a vederle un po’ più da vicino.

1. Portrait

Foto scattata con la modalità Portrait

Che può essere tradotta come “modalità ritratto”. Oppure “modalità verticale”, ma questa seconda opzione sarebbe abbastanza fuorviante. Anche perché questa “scena” è quella migliore per fare ritratti fotografici di esseri umani. O di leoni, se vi ricordate l’esempio della volta scorsa. Quando impostiamo questa modalità la fotocamera mette a fuoco la persona più vicina e, di conseguenza, tende a sfocare lo sfondo. In questo modo concentriamo tutta l’attenzione sul soggetto, lo sguardo presta attenzione solo al protagonista dell’immagine.

Ci sono controindicazioni? Bé, possiamo dire questo: questa modalità funziona meglio se siamo in condizioni ottimali. Che poi vuol dire avere a disposizione una buona illuminazione ed essere vicini alla persona che intendiamo immortalare.

2. Macro

Foto scattata con la modalità Macro

Penso sia la modalità meno utilizzata dai principianti. La Macro, intendo: serve a fotografare particolari minuscoli come fiori, insetti od oggettini. Non è propriamente un’operazione di zoom, anche se uno zoom ottico è praticamente indispensabile. Il risultato può anche essere spettacolare ma è veramente difficile ottenere una foto artistica. O, meglio, io trovo difficile apprezzare questa tecnica al di fuori dell’ambito documentaristico. Ma questo è un mio limite, penso.

Comunque, tornando sul tecnico tenete presente una cosa. Come la modalità Portrait anche la Macro offusca lo sfondo. Ma a differenza della prima, quest’ultima non lascia intravedere quasi nulla. Il che di per sé può anche essere evocativo ma se il soggetto è scelto male la fotografia sarà proprio brutta.

3. Landscape

Foto scattata con la modalità Landscape

Dal piccolo al grande. No, non l’immensamente grande, se vi interessa la fotografia astronomica dobbiamo affrontare un discorso a parte. Ma se vi piacerebbe catturare un paesaggio, nature o urbano no ha importanza, allora usate la modalità Landscape.

La modalità “panoramica” permette di mantenere una grande profondità di campo per tenere più oggetti possibili a fuoco. Ovviamente non è sempre possibile ma spesso si può immortalare un paesaggio mozzafiato con quasi tutti i suoi particolari ben visibili. A patto di non essere in spiaggia o in mezzo alla neve. E che non si provi a scattare all’alba, o al tramonto.

4. Beach/Snow

Foto scattata con la modalità Beach/Snow

Perché ho limitato la modalità Lanscape alle fotografie lontane da spiagge e paesaggi innevati? Bé, perché l’intensità della luce riflessa dalla sabbia e dalla neve spesso causa calibrazioni imprecise. Per dirla in parole povere, il software non riesce più a capire quale sia la giusta esposizione da applicare e spesso finisce per scurire troppo la foto finale.

Per questo esiste una modalità precisa, la Beach Snow, alias la Spiagga & Neve. In questo modo spieghiamo alla nostra macchina fotografica il contesto e le permettiamo di calcolare la giusta correzione da applicare durante lo scatto. Ricordate però che al di là del nome esistono altri casi in cui conviene usare questa opzione. E, giusto per buttarla sul banale, mi vengono in mente alcuni paesaggi urbani, anche italiani, in cui l’acciaio e il vetro aumentano di molto la luce riflessa e rendono difficile ottenere risultati buoni in maniera automatica. Ma di questo parleremo in un’altra occasione.

5. Sunset

Foto scattata con la modalità Sunset

Parliamo invece del secondo caso, le foto scattate al tramonto, o all’alba. Il caso peggiore, poi, è quando vogliamo fotografare direttamente il sole, o comunque in quella direzione. Ma perché è difficile fare delle belle foto in maniera automatica?

Bé, per la stessa ragione per la quale il tramonto è così bello: il gioco di colori creato dal sole è si affascinante per noi umani ma è altresì impossibile da spiegare a una macchina. Tutti quei colori, quel cielo arancione, quella luce in parte soffusa e nel contempo così brillante mandano in confusione gli algoritmi della nostra macchina. Per questo, come nel caso della neve e della sabbia, dobbiamo “avvisare” il software permettendogli così di calcolare i giusti valori, la giusta esposizione. E di salvare, per sempre, quella calda luce solare.

6. Sports

Foto scattata con la modalità Sports

Ancora diverso il caso di fotografie a oggetti, o persone, in movimento veloce. E con veloce non intendo necessariamente un bolide di Formula 1, è sufficiente un salto o un uccello in volo. In questo caso il tempo di posa deve essere molto più rapido del normale per evitare il così detto “motion blur”, le strisce dietro alla cosa che si muove.

Il nome richiama lo sport, ed è abbastanza esplicativo sulla situazione in cui è consigliabile utilizzare questa modalità. Ma non è l’unica occasione, l’importante è avere un ambiente bene illuminato evitando il più possibile gli scatti in notturna: la breve esposizione renderebbe indistinguibile il soggetto dallo sfondo.

7. Night Portrait

Foto scattata con la modalità Night Portrait

La fotografia notturna è un caso a parte. Se vi interessa solo un ritratto in notturna allora potete usare questa modalità, la Night Portrait. Sì, potete anche usare il flash ma personalmente, se c’è luce sufficiente, preferisco aumentare l’ISO e rallentare la velocità dell’otturatore. In questo modo il risultato è più naturale e la luce del flash non gioca brutti scherzi. Però siamo quasi obbligati a utilizzare un treppiede, o qualcosa che ci permetta di mantenere la fotocamera ben ferma: il grande tempo di apertura dell’otturatore aumenta il rischio di foto mosse.

Per oggi basta così

Immagine generica di conclusione dell'articolo

Oltre a queste 7 modalità ci sono altre impostazioni disponibili ma sono per lo più specifiche ai vari modelli in commercio. Se avete fatto come ho detto all’inizio, leggere il manuale d’istruzione, non dovreste avere difficoltà a capire il loro funzionamento.

Ricordate però una cosa: sapere usare bene queste scene non vuol dire sapere fotografare. Perché? Perché il lavoro duro lo fa ancora tutto quanto la macchina, noi diamo solo dei suggerimenti e premiamo un bottone. Ma ci saranno altre occasioni per approfondire i dettagli tecnici. Per il momento vi rimando a un mio vecchio articolo sulle differenze tra RAW e JPG. Nel frattempo io metto in ordine gli appunti prima di affrontare il terribile trio: velocità, apertura e ISO.

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