Guida al Tempo di Esposizione nella Fotografia

di Samuele

Tempo di espozione della fotografiaQuando abbiamo parlato delle cose fondamentali da conoscere nella fotografia ci siamo soffermati su tre aspetti: ISO, diaframma e tempo di esposizione. Di ISO abbiamo parlato anche troppo poco tempo fa. Il tempo di esposizione merita invece particolare attenzione perché richiede sia maggiore esperienza pratica che una migliore comprensione della tecnica fotografica. Per questo faccio conto di parlare in maniera approfondita dei trucchi necessari per immortalare persone e oggetti in movimento o per donare dinamismo a una scena altrimenti statica. Cominciamo con le principali impostazioni seguendo un po’ la falsariga della nostra guida sulle diverse modalità di fotografia automatica.

Misurazione del tempo di esposizione

Immagine della tabella sul tempo di esposizione

La velocità dell’otturatore è misurata in frazioni di secondo. Questo vuol dire che quando troviamo 60, 80, 125, ecc. nell’indicatore dobbiamo leggere 1/60 sec., 1/80 sec., 1/125 sec. e così via. Ovviamente solo le reflex migliori, quelle costruite meglio, riescono ad arrivare a 1/4000 sec o addirittura a 1/8000 sec. A volte serve tenere aperto l’otturatore molto a lungo, anche per più secondi. In questo caso la velocità viene misurata in “secondi” (facile, vero?) e viene rappresentata così: 1″ indica un secondo, 2″ sono due secondi, e così di seguito.

Se tutte le impostazioni restano costanti e variamo solamente il tempo di apertura dell’otturatore allora cambia solo la quantità di luce che riusciamo a catturare nell’immagine. Ad esempio una foto con un tempo d’esposizione di 1/60 sarà più luminosa di una foto scattata con un’esposizione di 1/200.

Immagine di confronto della luminosità a seconda del tempo di esposizione

E’ facile da ricordare: ogni volta che dimezziamo il tempo dimezziamo anche la luce che registriamo (e quindi la foto sarà più scura). Viceversa se raddoppiamo il tempo d’apertura raddoppiamo anche la luce e otteniamo una foto più luminosa. Tecnicamente quando raddoppiamo un periodo di tempo otteniamo una foto più luminosa di “uno stop”. E se diminuiamo di “uno stop” la luminosità vuol dire che stiamo dimezzando il tempo d’apertura dell’otturatore.

Modalità “B”

Immagine sulla Modalità B nella fotografia

Possiamo regolare il tempo d’apertura in due modi: in maniera manuale o in maniera automatica. Bé, in maniera automatica impostiamo la velocità che ci interessa sulla fotocamera e poi scattiamo. Ma possiamo scegliere anche la modalità “B” (alias “lampadina”, o “bulbo”). Cosa vuol dire? Bé, che possiamo tenere aperto l’otturatore per tutto il tempo in cui premiamo il pulsante di scatto (o lo premiamo una seconda volta, dipende dalle impostazioni).

Ma quando serve questa modalità? Effettivamente viene utilizzata solo in alcuni casi particolari, tipo quando stiamo fotografando un cielo notturno e vogliamo registrare le costellazioni. Usando alcuni gadget possiamo tenere aperto l’otturatore per molti minuti e riuscire così a cogliere anche la bassa quantità di luce emessa dalle stelle. L’alternativa sarebbe aumentare la dimensione dell’obbiettivo. Cosa che effettivamente viene fatta negli osservatori astronomici, o con alcuni apparecchi creati apposta. Ma è un’alternativa non sempre praticabile e anche molto più costosa.

Perché si chiama modalità “B”? Bé, vi ricordate com’erano le macchine fotografiche nell’800, con quel tubicino di gomma usato per scattare? Ecco, quello era il metodo utilizzato per tenere aperto l’otturatore tutto il tempo necessario. E da lì prende il nome questa modalità.

Velocità otturatore e movimento

Foto di esempio con tempo di esposizione 1/200 secondi

Ma giocare con la velocità dell’otturatore non serve solamente a migliorare l’esposizione di una foto. Possiamo usare un’apertura rapida per “congelare” oggetti in rapido movimento. Gli esempi possibili sono innumerevoli, pensate solamente a tutti gli avvenimenti sportivi, dalla partitella con gli amici alle olimpiadi.

Foto con tempo di esposizione di 13 secondi

Oppure possiamo usare un tempo di posa più lento per ottenere l’esatto contrario, trasmettere l’idea di movimento. Così facendo diamo un’impressione dinamica e facciamo capire che l’oggetto si muove realmente. La foto qui sopra (presa dal sito di slrlounge.com) è stata scattata con un’esposizione lunga 13 secondi. In questo modo pare che le auto si muovano così velocemente da lasciarsi dietro una scia luminosa.

Tremors

Foto mossa dovuta ad un tempo di esposizione molto lungo

Ma non è tutto così perfetto: una bassa velocità dell’otturatore rende più facile fare foto mosse. Perché? Perché sono molte di più le vibrazioni che la fotocamera subisce e tutte finiscono per influire sul risultato finale. Il caso peggiore è quando fotografiamo a mano libera invece di usare un supporto stabile come può essere un treppiede.

Ci sono diversi metodi che possiamo usare per scattare anche con tempi di esposizione molto lunghi:

  • collocare la fotocamera su un treppiede o comunque su un oggetto fisso
  • allenarti a tenere la mano il più immobile possibile per far fronte ai casi in cui non puoi usare un treppiede
  • usare un obiettivo con una lente stabilizzante, o una reflex con questa funzione incorporata.

Conclusione

Foto di conclusione dell'articolo

Quindi riassumendo il tutto, il tempo di esposizione è la misura del tempo in cui questo rimane aperto per permettere alla luce di raggiungere il sensore in quantità sufficiente. L’unità di misura utilizzata è la frazione di secondo per tempi inferiori a 1 secondo. Se l’esposizione è più lunga si usano secondi interi. Tutto questo va utilizzato in combinazione con l’ampiezza del diaframma e il valore in ISO del sensore. E’ possibile usare diversi valori di esposizione sia per bloccare il movimento che per rendere più dinamica una scena.

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