5 Motori di Ricerca che Rispettano la tua Privacy

di Samuele

Motori di ricerca che rispettano la tua privacyOgni tanto la questione “internet e privacy” salta fuori. Il discorso è complesso ma si può riassumere in poche parole: perché i motori di ricerca e i vari siti devono conservare i dati dei loro utenti. O, in altre parole, perché Google deve ricordarsi di tutte le mie ricerche? Perché il grande fratello sta prendendo sempre più la forma della grande rete globale, il famoso World Wide Web? La domanda è giusta, la risposta non banale. Per il momento possiamo limitarci ad alcune considerazioni, a qualche consiglio e a una lista di link. Così, dopo aver visto i migliori motori di ricerca per bambini oggi riprendiamo l’argomento mostrandovi la lista dei 5 motori di ricerca che, attualmente, rispettano la nostra privacy.

1. DuckDuckGo

Interfaccia grafica del motore di ricerca DuckDuckGo

 

2. Startpage

Interfaccia grafica del motore di ricerca Startpage

3. Ixquick

Interfaccia grafica del motore di ricerca Ixquick

4. Blekko

Interfaccia grafica del motore di ricerca Blekko

5. Ask.com – AskEraser

Interfaccia grafica del motore di ricerca Ask.com – AskEraser

Pensierino…

Immagine che apre alle conclusioni dell'articolo

Non provo nemmeno a descriverli: da quando Google è diventato il principale motore di ricerca globale tutti i vari concorrenti hanno copiato formato e metodologia. Non voglio nemmeno provare a dare un giudizio. Ci tengo solamente a sottolineare una cosa: questi cinque conservano solamente per qualche ora i dati dei navigatori. Niente in confronto ai mesi che Google si riserva. Se il confronto è questo possiamo affermare senza ombra di dubbio che questi cinque motori di ricerca rispettano la privacy. Ma…

Ma le cose non stanno davvero così. Sì, qualche ora è niente. Sì, si possono eliminare i dati riferiti a noi. Sì, a parole noi siamo il perno della rete, il centro attorno a cui ruota il Web, il nodo fondamentale di internet. I fatti, però, sono diversi. E la battaglia per la privacy risulta sempre più simile a una lotta contro i mulini a vento.

Fermiamoci un attimo a pensare. Centinaia di milioni, se non miliardi, di persone sono iscritte a un social network. Le mail hanno eliminato la posta tradizionale. Comunichiamo tramite smartphone sempre più evoluti. Conserviamo i nostri dati su servizi di cloud computing. La pubblica amministrazione metterà sempre di più in rete i suoi documenti. In molti paesi del mondo si vota tramite meccanismi elettronici. La spesa la facciamo utilizzando carte di credito, e un domani con i telefoni. E di tutto questo noi di cosa ci preoccupiamo? Dei motori di ricerca che rispettano la nostra privacy.

Capiamoci, la privacy è un valore fondamentale, e va difesa. Ma non possiamo illuderci, non basta cliccare utilizzare un servizio web particolare, non è sufficiente utilizzare un sito rispetto a un altro. E non possiamo nemmeno difenderci utilizzando TOR o servizi simili. Non possiamo fare nulla. O no?

No, in realtà qualcosa possiamo fare. Affinare un attimo la nostra coscienza, avere la consapevolezza della realtà. Se capite quello che intendo, ci serve un po’ di paranoia. In questo mondo diamo a tutti la nostra mail, il nostro contatto facebook, il profilo Twitter. Ma non facciamo lo stesso con l’indirizzo di casa nostra, o con il nostro numero di telefono. Perché? Forse, e dico forse, dovremmo cominciare ad affrontare con la stessa prudenza la vita “virtuale” e quella “reale”. E notate le virgolette perché una cosa è certa: i danni che subiamo sul web si ripercuoteranno nella vita reale senza soluzione di continuità. Un po’ di paranoia, quindi, verso i motori di ricerca che non rispettano la privacy, ma anche verso tutto il resto.

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