2013 16/04

Realtà Aumentata: la Prossima Rivoluzione Digitale

Realtà AumentataNon so voi ma io sto aspettando con molta impazienza i Google Glass, gli occhiali per la realtà aumentata che saranno in vendita questo autunno, o al massimo la primavera dell’anno prossimo. Perché, che lo vogliamo o no, il futuro va verso questa direzione, un’umanità sempre più interconnessa, un mondo in cui possiamo comunicare gli uno con gli altri senza fare fatica e nel quale tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno sono già lì davanti ai nostri occhi. Fantascienza? No, perché la Realtà Aumentata la utilizziamo già adesso, e non ce ne rendiamo nemmeno conto. Perché, alla fine, la tecnologia migliore è quella che si rende invisibile, che è talmente facile da usare da parere inesistente.

Cos’è la Realta Aumentata (AR)

Immagine di occhiali con la realtà aumentata

Perché la Realtà Aumentata esiste dagli anni ’90 e la troviamo in ogni dove. Il primo esempio di AR (Augmented Reality, in inglese) è di natura militare. La possiamo trovare nel casco di un pilota, casco su cui appaiono informazioni, dati, ordini, direttamente davanti agli occhi. E’ una tecnologia utile, aumenta la produttività. Anche se, in questo caso, produttività spesso vuol dire ammazzare più gente, sganciare più bombe.

Attenzione, però, non dobbiamo confondere la Realtà Aumentata con la Realtà Virtuale. Quest’ultima tecnologia serve a creare un mondo immaginario, non reale, insistente. Mondo in cui possiamo immergerci completamente, mondo in cui possiamo rifugiarci. La Realtà Aumentata è un’altra cosa. Anzi, è proprio l’opposto. Tramite l’AR possiamo scoprire lati nascosti, nuovi, del mondo che ci circonda. Possiamo avere informazioni in tempo reale, possiamo trovare quello che cerchiamo, possiamo condividere la nostra vita con i nostri amici. Se vogliamo possiamo definire la Realtà Aumentata come un livello aggiuntivo da sovrapporre alla nostra vita.

Qualcuno potrebbe però obbiettare che non è così, che la tecnologia non fa ancora questo. Ma basta accendere la televisione per scoprire quanto la Realtà Aumenta possa già essere tra noi. Come? Guardando una partita di calcio ci ritroviamo immersi in un mondo in cui reale e virtuale si fondono in maniera impressionante: molta della pubblicità che vediamo non è reale, è creata da un software. La linea del fuorigioco che appare in alcune azioni, alcune animazioni, le sovrimpressioni che riportano il risultato, il timer che segna lo scorrere del tempo non esistono da nessuna parte, sono tutto frutto di programmi. Ma siamo talmente abituati che non ci facciamo caso. E il fatto che siano utili (a parte la pubblicità) rende tutto ancora più naturale. E lo stesso discorso vale per la Formula 1, la Moto GP, alcune trasmissioni televisive, addirittura alcuni concerti e spettacoli teatrali. Già adesso viviamo in un mondo in cui la tecnologia aumenta il nostro legame con la realtà.

I limiti delle applicazioni AR

Immagine di un tablet con la realtà aumentata

C’è però un limite a tutto questo. Se da un lato il mondo ha già dei settori immersi nell’AR dall’altro la nostra vita quotidiana non ha nessuno strumento veramente funzionale. O, meglio, abbiamo smartphone, tablet, orologi più o meno intelligenti, navigatori e cose del genere. Sono tutti strumenti che tendono ad aumentare il nostro grado di iterazione con il mondo e con gli altri. Ma ognuno richiede un’azione specifica, ogni volta siamo costretti a staccare la nostra attenzione dal mondo per rivolgerla al telefono per ritornare ancora la mondo. Gli occhiali di Google (o di chiunque altro) potrebbero risolvere questo problema in maniera definitiva. Definitiva? Oddio, magari finché non arrivano le lenti a contatto digitali. E no, non sto scherzando del tutto, perché ci stanno già lavorando.

Fare la Spesa

Fare la spesa con la realtà aumentata

Se poi vogliamo immaginare come sarà il futuro tra qualche mese o anno possiamo già fare qualche ipotesi partendo dalle applicazioni di Realtà Aumentata già disponibili o in fase di sviluppo. Tanto per dirne una l’IBM sta lavorando su alcune applicazioni pensate per fare la spesa. No, niente piattaforme di marketing online, solo la tradizionale spesa al supermercato. Pensateci un’attimo. Avete fatto la lista delle cose che vi servono, entrate nel centro commerciale e cominciate a girare cercando ogni prodotto. Ci vuole tempo, dovete trovare la cosa giusta, controllare quella che costa meno, o quella che vi piace di più. Dovete verificare di aver preso tutto. E, alla fine, c’è la fila alla cassa.

In un futuro nemmeno troppo lontano il nostro telefono, o i nostri occhiali, ci aiuteranno. Appena arrivati si collegheranno con il supermarket, troveranno al posizione precisa dei vari prodotti, confronteranno i prezzi e le offerte, confronteranno il tutto con i nostri gusti e le nostre preferenze. Non non dovremo fare altro che seguire le frecce disegnata (virtualmente) sul pavimento e prendere i prodotti. Sì, possiamo sempre girovagare e scegliere quello che vogliamo ma potremo anche risparmiare tempo. E per di più potremo passare rapidamente dalle casse: gli occhiali, o il telefono, manderanno alla cassiera l’elenco delle cose che abbiamo preso farci perdere altro tempo.

La Realtà Aumentata a Scuola

Immagine di uno smartphone con la realtà aumentata

E la scuola? Bé, magari in Italia ci vorrà del tempo ma in giro per il mondo c’è chi sta già pensando all’educazione di domani. Google, tanto per restare in tema, mette a disposizione molti tools che saranno di certo integrati nei suoi occhiali magici. Uno tra tutti: Google Sky ci permette di conoscere le costellazioni, le stelle e i pianeti sfruttando un comune smartphone, a patto di avere GPS e bussola attivi.

Ma anche altri sviluppatori stanno lavorando a progetti interessanti. GeoGoogle sovrappone al paesaggio delle informazioni prese direttamente da Google Maps. Immaginate una guida turistica che segnali immediatamente i punti da vedere, le cose da non perdere, gli eventi importanti appena ci siamo vicini. Un po’ come Google Now ma mille volte meglio, e in italiano. Oppure a un navigatore per auto della qualità di quelli usati sui caccia. Esistono già alcune applicazioni educative con la realtà aumentata per Android e iPhone che potete provare.

Giochiamo

Immagini di un gioco con la realtà aumentata

Infine i giochi. Perché anche il mondo videoludico sarà investito da questa rivoluzione. Già ci sono giochi che integrano Realtà Aumenta e gameplay tradizionale. Ci sono giochi per Android, per iPhone, per Nintendo 3DS davvero ben fatti, giochi che usano carte da giochi che prendono vita diventando tridimensionali davanti ai nostri schermi. La stessa Disney è al lavoro su alcuni progetti davvero interessati. Se volete provare un gioco AR per Android scaricate DroidShooting (oppure una di queste applicazioni per iPhone): vedrete la vostra stanza riempirsi di robottini verdi pronti per essere distrutti. E, sì, la grafica è semplice, il gioco è facile e tutto sommato non è gran ché. Ma è solo uno dei primi esempi.

Ma c’è un’altro aspetto cui vale la pena pensare: i giochi di massa. Avete presente quei giochi che coinvolgono migliaia, o milioni, di giocatori in tutto il mondo? Bene, immaginate un gioco ambientato nella vostra città, un gioco in cui dovete uscire, muovervi, incontrare persone reali per poter vincere. Bene, la realtà aumentata potrà sconvolgere il vecchio paradigma del videogiocatore solitario rinchiuso nella propria stanza. Con buona pace per tutti gli otaku. Un esempio di questa tendenza c’è: Ingress della Niantic. E poco importa che la Niantic sia stata acquisita da Google e che probabilmente Google usi questo gioco per migliorare le proprie mappe e aumentare i punti d’interesse presenti in ogni città del mondo. Probabilmente appena inizieranno a diffondersi i primi occhiali AR potremo giocare a una varietà di giochi spettacolari.

Quindi, capite perché aspetto con impazienza i Google Glass? Perché, quasi certamente, porteranno a compimento la rivoluzione digitale cominciata con i primi smartphone più di un decennio fa.

Lascia un commento

Copyright 2009-2017 CREAGRATIS.COM


I contenuti di questo blog, dove non diversamente specificato, sono distribuiti sotto Licenza Creative Commons.

Creagratis non è collegato ai siti recensiti e non è responsabile per i loro contenuti.

Privacy policy | Blogmap | Contatti
P.IVA 02618720649