La Storia e l’Evoluzione di Android: da Astro a Jelly Bean (2/2)

di Samuele

Storia ed evoluzione di AndroidRiprendo in mano questo articolo di qualche giorno fa. Se vi ricordate (altrimenti basta seguire il link per tornare alla prima parte) abbiamo parlato della nascita di Android, delle sue prime origini fino alla sua prima versione veramente compiuta, la 2.0. Oggi riprendo il filo proprio da lì, dal primo Android veramente veloce, da Froyo e dalla sua integrazione con Java 8.

5. Android 2.2 (Froyo)

Immagine di Android Froyo

Già, perché Android nel suo cammino incorpora, finalmente, un motore Java degno di questo nome, il V8. Perché è importante? Bé, perché Android diviene un sistema molto più reattivo veloce e stabile. E, udite udite, a differenza dell’iPhone e del suo iOS gli smartphone Android riescono a riprodurre filmati e siti costruiti con Flash. Che poi vuol dire una grossa fetta del Web, YouTube compreso.

Sì, è vero, oggi molti siti – quelli di proprietà Google in primis – sfruttano la tecnologia di HTML5 ma allora fu una vera novità: non c’era più nessuna differenza tra l’internet dei cellulari e quelli dei PC, dimensione dello schermo a parte. E proprio questo spinse molti a preferire un robottino verde alla mela morsicata.

Ci sono altre due novità da ricordare su Froyo. La prima riguarda l’anteprima delle immagini, resa più fluida e rapida; davvero un’ottima cosa per chi scatta molto da smartphone. Sul fronte della sicurezza è veramente importante la possibilità di localizzare da remoto il proprio dispositivo perso o rubato. Non solo, se serve si possono anche eliminare da remoto tutti i nostri dati, foto e password compresi.

6. Android 2.3 (Gingerbread)

Immagine di Android Gingerbread

In Italia viene sottovalutato ma anche Gingerbread introduce alcune cosette interessanti. Bé, per chi vive oltreoceano l’integrazione con Google Wallet rappresenta una piccola rivoluzione: per la prima volta possiamo utilizzare il cellulare per fare la spesa. Che poi, se vi ricordate, le principali società di Carte di Credito andarono in panico: c’era chi profetizzava la loro scomparsa. Anche se poi ci pensò la crisi mondiale a ridimensionarle, e Google Wallet per smartphone restò limitato al territorio americano. Una sconfitta per la grande G? No, semplicemente un passo tentativo prematuro. Tanto che Android 4.1 ripresenterà, qualche anno dopo, questa stessa funzione, ovviamente migliorata.

Ho usato molto, invece, una piccola innovazione: il copia-incolla. Sì, non era la prima volta, nemmeno per Android. Ma, questo sì, c’è la possibilità di selezionare e copiare una singola parola e non più interi paragrafi. Inutile? No, se usate questa possibilità per cercare parole che non conoscete e magari tradurle da una lingua all’altra. Ma, a mio parere, Android 2.3 è stato spesso sottovalutato.

7. Android 3 (Honeycomb)

Immagine di Android Honeycomb

Android 3, alias i primi smartphone senza nemmeno un tasto. Non so se ci avete mai fatto caso ma prima di questa release tutti i cellulari Android avevano comunque dei tasti fisici. Honeycomb ridisegna l’interfaccia utente per sostituirli, emulandoli. La barra in basso incorpora così dei tasti virtuali oltre alle oramai comuni notifiche. Il design complessivo di questi dispositivi migliora; lo schermo, sopratutto, può estendersi fino ai bordi diventando più grande ma non per questo rendendo il cellulare o il tablet più ingombrante.

Ci sono due importanti funzioni che rendono Android sempre più simile a un vero e proprio PC: il supporto ai giochi 3D e la possibilità di utilizzare periferiche USB. Se la prima è una necessità grosso modo scontato così non era per la seconda. Google avrebbe potuto puntare su una lina di periferiche disegnate appositamente per Android, un po’ come fatto da Apple con iOS. Per fortuna – nostra – si decise altrimenti: con Honeycomb è possibile utilizzare chiavette USB, tastiere fisiche o addirittura mouse.

8. Android 4.0 (Ice Cream Sandwich)

Immagine di Android Ice Cream Sandwich

Un anno fa, ottobre 2011, fa capolino Android 4.0. Una nuova versione a così stretto giro di posta pareva azzardato. Invece le novità di Ice Cream Sandwich valgono davvero un numero tutto loro. E non solo per la velocità raggiunta dal sistema operativo, velocità che oramai aumenta stabilmente di versione in versione. No, è tutto il resto a rendere Ice Cream Sandwich un piccolo gioiellino.

Cominciamo dal menù avvio. Che non si chiama così, quello è legato a Windows ma Android ne offre una sua verisione completamente personalizzabile con applicazioni e widget. Anche i tasti predefiniti possono essere personalizzati, per esempio inserendo un pulsante per scattare screenshot, E poi arrivano le cartelle, e la possibilità di riunire le applicazioni per tipologia, nome o in base a quello che decidiamo noi.

Sul versante applicazioni arriva la tanto attesa integrazione con Gtalk, e la possibilità di utilizzare questo programma per telefonare gratis o comunque con prezzi scontati. Anche se le tariffe italiane non sono poi così competitive. Per non parlare di Chrome alla sua prima apparizione su Android. Non so se sia il miglior browser per Android ma sicuramente è uno dei più veloci e dei più funzionali. Io lo utilizzo e ne sono molto soddisfatto. Ma alcuni amici preferiscono il browser sviluppato da Samsung, molto simile e dalle funzionalità equivalenti. Penso sia una questione di gusti.

Anche lo sblocco del telefono subisce una piccola rivoluzione, forse conseguenza di una querelle con Apple: ora possiamo disegnare un simbolo da noi deciso per sbloccare il tablet o lo smartphone. Non so quanto possa reggere come procedura di sicurezza ma di certo tracciare il proprio glifo per accedere ai propri dati ha un suo fascino dal vago sapore fantascientifico.

9. Android 4.1 (Jelly Bean)

Immagine di Android Jelly Bean

Anche se l’affare più da film è lo sblocco con il riconoscimento facciale. Jelly Bean non si merita un numero tutto su di versione, è solo un aggiornamento. Ma un aggiornamento importante per due questioni. Innanzitutto la velocità, ora le applicazioni si aprono istantaneamente e si può passare dall’una all’altra senza attesa. Roba che con molti PC ce la sogniamo.

La seconda è legata direttamente alla voce: ora possiamo utilizzare il nostro smartphone quasi senza usare le dita. Il motore di riconoscimento vocale è uno dei più avanzati, e le funzioni di ricerca in tempo reale spesso anticipano le nostre azione. No, non siamo alla precognizione di Minority Report ma, penso io, siamo all’inizio di un sistema operativo pensato anche per dispositivi diversi rispetto agli smartphone o ai tablet. Tipo? Bé, io sto pensando al Glass Project, gli occhialini presentati questa estate e previsti per il prossimo futuro. In ogni caso sono molto curioso di scoprire il prossimo Android.

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