Cos’è l’ISO e Come Influisce sulle Fotografie

di Samuele

Dopo il brutto tempo dei giorni scorsi oggi è uscito un bel sole, e anche l’aria è più tiepida. Non pare nemmeno di essere in inverno inoltrato. Quindi, se il tempo continua così, possiamo approfittarne per scattare qualche fotografia fatta bene. Io lo spero, e per dimostrarvelo ho risistemato un’altra parte dei miei appunti di fotografia. Non ho voglia di affrontare discorsi difficili perciò mi limiterò a spiegare un po’ meglio cosa si intende per ISO e come questo fattore può influire sulla qualità dei nostri scatti.

Cos’è l’ISO

Immagine di alcune macchine fotografiche

Intanto spieghiamo subito cosa vuol dire ISO. Non è una vera e propria parola, piuttosto si tratta dell’acronimo di International Standards Organization e indica il grado di sensibilità alla luce di un sensore fotografico, digitale e non. Se vi ricordate nell’articolo precedete, quello un cui abbiamo parlato della velocità dell’otturatore e dell’ampiezza del diaframma, ho anche accennato all’importanza di questo. Spiegavo che all’aumentare dell’ISO il sensore diventava più sensibile alla luce permettendo di catturare più luce senza rallentare la velocità dell’otturatore o l’apertura del diaframma. In pratica al raddoppiare del numero di ISO (per esempio da ISO 400 a ISO 800) il sensore raddoppia la sua sensibilità alla luce ed è sufficiente un’esposizione dimezzata alla luce per raggiungere i valori corretti.

I valori ISO di una fotocamera possono partire da molto in basso, come ISO 35 o ISO 50, oppure già da ISO 800. Comunque la maggior parte delle reflex digitali tendono a iniziare da ISO 100 o ISO 200 per arrivare fino a un valore massimo di ISO 3200 o ISO 6400.

La gamma ISO di una fotocamera può essere a partire da ISO 35 o ISO 50 e alto come ISO 240, 800. La maggior parte delle reflex digitali tendono a iniziare sia a ISO 100 e ISO 200 e spegnere superiore a ISO 3200 o 6400. Ogni telecamera ha una “base ISO”, che è il rating minimo ISO in grado di fornire il più pulito immagine per quella telecamera. Questo è di solito ISO 100 e ISO 200, ma ci sono alcune telecamere che hanno una base di ISO 50.

Pellicola vs digitale

Immagine di una pellicola fotografica

I valori di ISO (oppure ASA se la pellicola è americana) sono utilizzato da molto tempo. Mi ricordo che da bambino andavo a comprare per mio padre i rullini fotografici e prendevo spesso quelli con ISO 200. Perché? Perché li usavamo durante le nostre escursioni, quindi all’aperto in fiornate di sole. Quando invece dovevamo fotografare pranzi di famiglia e feste varie all’interno della casa dovevo prendere rullini con ISO 800: meno luce ma velocità d’esposizione abbastanza rapida.

Il problema della pellicola è abbastanza palese. Se dobbiamo passare da un ambiente all’altro con un repentino cambio di quantità di luce dobbiamo o cambiare la pellicola o tentare di compensare con l’apertura e la velocità dell’ottura. Cosa che non è sempre possibile, o rapida da fare. Al contrario la fotografia digitale permette di cambiare l’ISO al volo semplificando la vita a chi vuole scattare sia dentro che fuori casa. Oltre tutto c’è anche il vantaggio dello schermo LCD: possiamo vedere effettivamente il risultato che otteniamo in base al valore ISO che stiamo utilizzando.

Qualità dell’immagine, ISO e rumore

Confronto di due diversi valori di ISO su una foto

Ma non è tutto così perfetto, ovviamente. Quando aumentiamo il valore ISO aumentiamo anche il così detto “rumore digitale” dell’immagine. Più il sensore digitale è sensibile alla luce più si presentano delle macchie nella fotografia. Perché? Bé, è colpa della natura elettrica del sensore e questo crea un’immagine dall’aspetto più ruvido e una diminuzione complessiva della qualità della foto.

Esistono due tipi di rumore, uno legato al colore e l’altro alla luce. Quello “luminoso”, chiamiamolo così, mantiene i colori originali ma i pixel hanno una luminosità disturbata. Al contrario il rumore “cromatico” si traduce in macchioline colorate o fotografie sgranate, di solito con un brutto effetto. Per fortuna possiamo correggere questi errori con un programma di fotoritocco e un po’ di esperienza nella post produzione fotografica. Ma di questo parleremo un’altra volta.

Immagine con i due tipi di rumore digitale a confronto

Le fotocamere hanno ognuna un proprio livello critico, una soglia oltre la quale il rumore inizia a degradare sempre più la qualità dell’immagine. Non è solo una questione legata alla sensibilità della macchina ma contano anche i Megapixel memorizzati, la dimensione stessa del sensore, il software in grado di interpretare i segnali numerosi e il processore stesso utilizzato.

Megapixel e dimensioni del sensore

Immagine sulla dimensione del sensore della fotocamera

Quindi non solo sensibilità alla luce ma anche dimensioni del sensore stesso e quantità di pixel utilizzati. Ma cosa vuol dire? Immaginate il sensore come se fosse una piscina, e i pixel come palloni da spiaggia da far galleggiare. Se possiamo usare solo 100 palloni questi devono essere molto grandi per riempire tutta la superficie. Se invece possiamo avere 1000 palline allora o ingrandiamo la piscina per farcele stare tutte o prendiamo dei palloni più piccoli. Ecco, questo è quello che capita tra numero di pixel e dimensione del sensore.

Un sensore fotografico è formato da milioni di minuscoli punti in grado di raccogliere la luce. Questi punti sono i famosi “pixel”. Un milione di pixel formano un Megapixel (MP). Prendiamo ora due sensori delle stesse dimensioni ma con un diverso numero di pixel: il primo da 12 Megapixel, il secondo da 24 Megapixel. Ebbene il primo avrà dei pixel di dimensione maggiore rispetto al secondo. E più un pixel è grande più luce può catturare. E se vogliamo passare da 12 MP a 24 MP senza diminuire la loro dimensione non ci resta altro da fare che raddoppiare la grandezza del sensore. Per inciso la dimensione del pixel in relazione alla dimensione del sensore viene misurata in micron.

Cosa si ricava da tutto questo? Che quando aumentiamo l’ISO della nostra fotocamera se il sensore è piccolo otterremo molto facilmente delle immagini “rumorose”. Così può capitare che una foto scattata con una fotocamera compatta a ISO 800 sia molto “rumorosa” mentre una con ISO 3200 fatta usando una DLSR full-frame non abbiamo nessun rumore. Quindi, prima di comprare una macchina fotografica guardando solo al numero di MP delle pubblicità controllate anche la dimensione del sensore. Giusto per evitare cattive sorprese.

Ma come capire quale ISO utilizzare nelle diverse situazioni? Bé, di questo parleremo nella seconda parte di questa guida che pubblicheremo nei prossimi giorni.

Che ISO usare?

Immagine di esempio sull'esposizione ISO

Perché sì, l’esperienza è la migliore maestra, ma è anche vero che alcune cose le possiamo apprendere più facilmente se “copiamo” dai maestri. Io, ovviamente, che maestro non sono faccio spesso man bassa di consigli altrui e di guide più autorevoli.

Per prima cosa vediamo che ISO è consigliabile utilizzare in base alle diverse condizioni di luce:

  • Esterni con cielo sereno: ISO 100-200;
  • Esterni con cielo coperto, all’alba e al tramonto: ISO 200-400;
  • Interni Ben illuminati: ISO 400-800;
  • Interni semi-illuminati: ISO 800-1600;
  • Esterni di notte e interni poco illuminati: ISO 1600-6400;
  • Sport al chiuso o di notte: ISO 1600-8000.

Ma la luce è solo uno dei fattori da tenere presente. Un’altra cosa da ricordare è la combinazione di velocità dell’otturatore e l’apertura dell’obiettivo che stiamo usando. Se vogliamo fotografare soggetti in rapido movimento, che di solito richiedono una velocità di scatto si 1/500s, allora è necessario aumentare l’apertura del diaframma o aumentare l’ISO. Ovviamente se usiamo un obiettivo di grandi dimensioni abbiamo necessità di meno ISO. Così, ad esempio, un obiettivo aperto a f/1.8 richiede un ISO più basso rispetto a uno con apertura massima di f/2.8.

A volte non c’è molta scelta, siamo costretti a lavorare solo sull’ISO aumentandolo di molto. Capita spesso quando stiamo fotografando eventi come le feste di nozze in cui la velocità dell’otturatore deve essere alta per assicurarsi foto non sfuocate. Oppure, ancora quando usiamo un diaframma chiuso, come un f/16, in cui per aumentare la profondità di campo o aumentiamo il tempo di posa oppure aumentiamo l’ISO.

Ma è sempre necessario aumentare l’ISO? No, non sempre. Se usiamo un treppiede e fotografiamo un unico soggetto, tipo un paesaggio, allora possiamo fotografare senza cambiare l’ISO a patto di giocare bene con la velocità dell’otturatore e l’apertura dell’obiettivo. Ma è una soluzione non proprio facile e oramai desueta e usata ancora quasi solo da chi non usa il digitale.

Conclusione

Immagine di conclusione

Quindi, volendo riassumere il contenuto di questa piccola guida possiamo dire questo: il valore ISO si riferisce alla sensibilità del sensore fotografico. La regola generale consiglia di usare l’ISO più basso possibile date la luce a disposizione e dalla combinazione tra la velocità dell’otturatore e l’apertura del diaframma utilizzato. Perché? Perché più aumentiamo l’ISO più aumenta il rumore nelle immagini.

Inoltre il rapporto tra la dimensione del sensore e la risoluzione in megapixel influisce sul momento in cui il rumore incomincia ad apparire. Di conseguenza una compatta da 24 MP ha un sensore più sensibile al rumore rispetto a una full-frame sempre di 24 MP.

Infine ricordate che se proprio non c’è scelta possiamo scattare una foto con alto ISO in condizioni scarsa luminosità o di movimenti veloce. Anche perché è più facile risolvere il problema del rumore con un buon programma di fotoritocco rispetto a quanto sia possibile fare con una foto troppo scura o con la scia del movimento.

Guide sulla fotografia

Infine vi lasciamo i link di alcune delle nostre guide che potrete usare come approfondimento se intendete imparare questa arte.

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