2013 31/01

Come Fotografare il Mare con un Tempo di Esposizione Lungo

Fotografare il mare con un tempo di esposizione lungoSe lasciamo perdere i gattini che infestano i vari social network e proviamo a stilare una classifica delle cose più fotografate allora probabilmente trovare al primo posto il mare, l’oceano e i paesaggi acquatici in genere. La sfida per ogni fotografo, non importa se dilettante o professionista, è ardua: come rendere unica una foto di questo genere? Alcuni giocano con l’HDR, altri modificano pesantemente l’originale con Photoshop, altri ancora sfruttano lenti particolari. Io, come già promesso la volta scorsa, vorrei concentrarmi su come sfruttare il tempo d’esposizione per ottenere delle belle fotografie.

Come fotografare il mare

Foto del mare di Santa Barbara in California

Santa Barbara, CA – Foto scattata con una Canon 5D Mark II, 17-40mm f/4L lente a f22, 30 secondi d’esposizione, e ISO 50

Ma lasciamo perdere le parole e concentriamoci sulle immagini. Guardate la foto qui sopra, scattata a Santa Barbara in California. Quella distesa d’acqua è l’oceano e non è per niente calma. Come? Sì, perché come ogni molo sull’Oceano Pacifico anche in questo ci sono non poche onde. Eppure giocando solo con il tempo d’esposizione possiamo ottenere una superficie liscia, quasi da paesaggio onirico. E senza usare Photoshop o un qualsiasi altro programma di fotoritocco.

Già, magari pensate che un tempo d’esposizione lungo possa servire solo per ottenere una corretta esposizione di notte o per aumentare il più possibile la profondità di campo. E invece, sorpresa, maneggiare bene questa tecnica ci permette di fotografare dei paesaggi marini da sogno. Letteralmente.

Ma come possiamo ottenere anche noi una foto come questa? Seguendo questi passi:

  1. Mettere la fotocamera su un treppiede
  2. Impostare l’apertura fino a f22 (Sì, la foto sarà meno nitida ma ne vale la pena pur di ottenere un effetto di questo genere)
  3. Aumentare l’impostazione del tempo d’esposizione
  4. Impostare l’ISO al livello più basso possible per evitare di aumentare inutilmente il rumore e la granulosità dell’immagine finale
  5. Utilizzare un timer per fare scattare automaticamente la fotocamera: serve a evitare anche il più piccolo movimento all’immagine (le vibrazioni finiscono per diminuire la chiarezza complessiva dell’immagine)
  6. Fare più scatti della stessa scena con differenti valori di esposizione finché non si ottiene il risultato desiderato
  7. Infine ritoccare in sede di post produzione l’esposizione per attenuare luci e ombre.

Ricordate però che ottenere l’effetto dell’acqua di vetro resta fondamentale il tempo d’esposizione: più è lungo meglio è. La foto seguente è stata scattata con un tempo di posa di 4 secondi. Ma non è un tempo sufficiente per avere l’effetto che cerchiamo.

Foto del Mare scattata con tempo di esposizione di 4 secondi

Santa Barbara, CA – Canon 5D Mark II, 17-40mm f/4L lente a f22, 4 secondi d’esposizione e ISO 50

E se diminuiamo ancora il tempo d’esposizione, come nella foto seguente, finiamo per rendere visibile ogni singola onda. L’ultima fotografia esemplifica abbastanza bene il concetto.

Foto del Mare scattata con tempo di esposizione di 1/60

Santa Barbara, CA – Canon 5D Mark II, 17-40mm f/4L lente a f4, 1/60 e ISO 400

Detto questo, qual’è l’immagine migliore? Bé, non esiste una risposta univoca e molto dipende dal proprio gusto soggettivo. Non è scritto da nessuna parte che il mare debba apparire come un’unica superficie di vetro piuttosto che evidenziare ogni singola onda. Anche perché la scelta è vincolata alle emozioni che volete trasmettere piuttosto che alla ricerca di un’espressione artistica originale.

Ricordate solamente una cosa: saper combinare le varie tecniche ci permette di ottenere – spesso – gli stessi effetti di un’elaborata post produzione ma con meno fatica e più divertimento.

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