2012 29/10

Guida: Come Fare Foto Panoramiche Imponenti (2/2)

Come fare foto panoramiche imponentiDopo aver visto, nella prima parte di questo articolo, come scattare nella pratica le foto oggi passiamo alla rielaborazione delle immagini. Già, perché per ottenere una foto panoramica fatta bene dobbiamo curare sia i singoli scatti sia la fase di postproduzione. O il fotoritocco, se così volete chiamarlo, in cui cui dovrete unire i vari scatti, sovrapponendoli ed eliminando le incongruenze. E, ovviamente, calibrando e rendendo omogenei colori, tonalità ed effetti. Che detta così pare una cosa lunga e difficile ma nella pratica è tutto molto più semplice. Per dimostrarvelo riprendo il filo esattamente da dove l’avevo lasciato e uso le stesse foto del primo articolo.

Raddrizziamo il mondo

Foto panoramica obliqua

Se, come immagino, avete salvato le vostre immagini in formato RAW, ricordatevi di utilizzare gli stessi valori sempre. Perché? Bé, per ottenere un panorama fatto bene, senza soluzione di continuità tra le sue varie parti e, sopratutto, per evitare un fastidioso effetto “mosaico”. Ma questo è tutto sommato ovvio, lo ricordo giusto per premura.

Detto questo cominciamo con la prima operazione vera e propria, il raddrizzare i vari scatti. Personalmente vi consiglio PhotoShop o Gimp, ma se siete abili potete usare tranquillamente il vostro programma di disegno preferito. In questa guida, comunque, mi riferirò per lo più a PhotoShop.

Per ogni singolo scatto dobbiamo eseguire questi passaggi:

1. duplicare il livello con la foto (potete anche usare la combinazione di tasti CTRL+J su Windows, o CMD+J su Mac);

2. cancellare il livello originale rimasto sullo sfondo;

3. creare una guida orizzontale (attraverso il menù Visualizza) per allineare l’inclinazione alla linea dell’orizzonte;

Foto con guida orizzontale

4. ruotare l’immagine usando la funzione omonima (menù Immagine);

Rotazione della foto obliqua

5. ruotare manualmente l’immagine usando la guida per trovare l’inclinazione corretta. Noterete di certo, una cosa importante: quando ruotiamo un livello duplicato i margini e gli spazi vuoti saranno trasparenti. Questo è fondamentale per poter unire i diversi scatti e ottenere un risultato adeguato.

Poiché dovremo eseguire questa operazione più volte, e ottenere per ogni scatto il medesimo risultato vi consiglio di approfittare di una caratteristica avanzata di PhotoShop: la possibilità di registrare una sequenza di operazioni per poi ripeterle a piacimento. Dopo aver registrato questi comandi possiamo richiamarli usando il menù File, Automate, Batch e modificare tutte le fotografie in un unico momento.

Automatizzare i comandi su Photoshop

In ogni caso, sia che facciate tutto in automatico che procediate manualmente salvate le immagini in formato TIFF: è un formato abbastanza leggero e nel contempo completo, e ci verrà comodo nel prossimo passaggio.

Componiamo il puzzle

Schermata della funzione Photomerge di Photoshop

Dopo aver preparato tutte le immagini possiamo cominciare l’operazione di ricucitura, quella che ci permetterà di unire i vari pezzi e di ottenere un panorama completo. Photoshop integra una funzione che fa proprio al caso nostro, PhotoMerge: lanciatela attraverso il menù Automate.

Caricate tutte le foto, scegliette il layout da utilizzare e andate a prendervi un caffè. Perché? Perché con un computer di media potenza unire una decina di immagini TIFF richiede un po’ di tempo, e vi conviene approfittarne per prendervi una pausa.

Ma che impostazioni conviene usare? Bé, onestamente vi consiglio di lasciare quelle di default, quasi sempre funzionano. Al massimo provate a giocare con le varie prospettive ma non sempre il risultato migliora e rischierete di perdere tempo inutilmente. Ma come ho già detto da qualche altra parte molto dipende anche dal tipo di foto che state utilizzando, e dal vostro stile. Magari le prime volte fate un po’ di prove giusto per prendere la mano con i limiti e le potenzialità di questo meccanismo.

Sistemiamo gli errori

Risultato dell'operazione ottenuta con la funzione Photomerge

Dopo aver finito il suo processo probabilmente Photomerge ci restituirà una foto simile a quella qui sopra. Penso non ci sia nessuna sorpresa, la forma ricalca i diversi fotogrammi. Il cielo, invece, segue l’andamento degli scatti fatti al tramonto. Cosa molto evidente se confrontiamo il primo con l’ultimo. Ma non è un gran problema, possiamo mescolare le diverse gradazioni di colore abbastanza facilmente e ottenere un risultato sicuramente più interessante di un cielo monocromatico. Se invece le vostro foto non presentano questo “difetto” potete anche saltare la passo successivo.

Utilizzo della funzione Lens Correction per correggere le imperfezioni

Anche se la foto ha un suo fascino in questo formato conviene comunque sgrezzare ancora qualche particolare. Usando lo strumento Lens Correction possiamo eliminare alcune imperfezioni rimaste e ripulire i bordi frastagliati. Inoltre è consigliabile anche per eliminare alcune distorsioni prospettiche non bene interpretate durante l’unione dei singoli scatti.

Dopo aver sistemato questi particolari possiamo tagliare una sezione rettangolare del nostro panorama.

Ritoaglio della sezione rettangolare della foto

Ovviamente fate in modo che gli spazi trasparenti spariscano, e che l’effetto complessivo sia il più possibile simile alle vostre intenzioni.

Per concludere

Foto panoramica ottenuta

Con questo possiamo dire conclusa la nostra guida su come realizzare foto panoramiche fatte bene. Sicuramente la così detta fotografia panoramica è un ottimo modo per immortalare vasti panorami, urbani e non. La prima cosa importante da ricordare è la necessità di ottenere scatti omogenei fin dal principio e direttamente con la fotocamere. Per questo conviene mantenere le impostazioni manuali, calibrarle con pazienza e infine bloccarle per evitare di modificarle accidentalmente durante i vari scatti. La fotocamera va bloccata, assolutamente, lungo l’asse che intendiamo utilizzare. Ed è consigliabile tenerla leggermente inclinata per massimizzare la risoluzione verticale (od orizzontale, dipende dall’orientamento che stiamo tenendo). Conseguenza diretta di tutto questo è il treppiede: deve essere robusto e con la possibilità di muovere la testa a distanza (o per lo meno con il minor numero di interferenze possibili).

Per la seconda parte, quella di post elaborazione, le foto scattate con la fotocamera inclinata richiedono un passaggio in più rispetto a quelle tradizionali. Ma la possibilità di automatizzare il loro riorientamento tramite un batch di PhotoShop e la maggiore risoluzione che possiamo ottenere compensano largamente questo inconveniente. Per il resto molto si gioca con le maschere di livello e le conseguenti fusioni di profondità. Ma questi aspetti sono abbastanza specifici e comunque ben conosciuti da chiunque utilizza un programma di fotoritocco da un po’ di tempo. E, in ogni caso, in rete si possono trovare diversi tutorial ben fatti.

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